Acquisto del pesce a filiera molto corta

Cosa vedremo in questo articolo

Il progetto denominato “Qualificazione dei prodotti dell’acquacoltura sostenibile”, nella programmazione del FEAMP 2014-2020 in collaborazione tra ISNART, Unioncamere, MASAF, Eurofishmarket ed altri partner, si propone l’obiettivo di sensibilizzare il mercato della ristorazione orientandolo e/o rafforzando le ragioni dell’orientamento verso l’acquisto di prodotti dell’acquacoltura sostenibile anche per soddisfare le richieste di un mercato che spesso prescindono dalla disponibilità del prodotto pescato.

A tale scopo il giorno 11 settembre l’Unione Cuochi Regione Puglia, che aderisce alla Federazione Italiana Cuochi effettuerà una visita presso lo stabilimento di acquacoltura “InMare”, un’azienda salentina dei fratelli Reho che ha in attivo 14 gabbie galleggianti, con reti a sacco, larghe 20 metri ciascuna e profonde altrettanto installate nelle acque ioniche che bagnano la penisola salentina, a circa 2 km dal largo, in località Torre Suda (a 10 km da Gallipoli).

Tra gli scopi della visita c’è quello di fare conoscere meglio la produzione ittica di acquacoltura alla ristorazione per contrastare in particolare i numerosi pregiudizi e le fake news su questo settore ma anche di fare conoscere meglio l’importanza di determinate certificazioni di qualità come quella “biologica” e quella di “Acquacoltura sostenibile” riconosciuta dal MASAF e incentrata ad assicurare sempre più al produttore e al ristoratore una sostenibilità economica, sociale, etica ed ambientale. Altro obbiettivo importante della visita è quello di creare rapporti diretti tra produttori e utilizzatori promuovendo la cosiddetta filiera corta ove chiaramente possibile.

Infatti, da una analisi del mercato sui ristoratori condotta recentemente dall’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche (ISNART) per quanto riguarda le loro preferenze inerenti all’acquisto di prodotti ittici si evince, in estrema sintesi, che circa il 45% dei ristoratori acquista prodotti ittici quotidianamente (circa il 51% acquista da un grossista) e il 90% circa dichiara di approfondire con i propri fornitori riguardo la qualità dei prodotti e di prediligere sia il pesce pescato fresco che il pesce allevato di qualità. A proposito di quest’ultimo dato, è stato rilevato che cresce l’interesse (circa il 30%) dei ristoratori verso pesci, crostacei e molluschi prodotti con sistemi ecosostenibili e che ci sarebbe la disponibilità da parte di molti dei ristoratori interessati di accorciare la filiera anche comprando direttamente dagli impianti di acquacoltura quando possibile. D’altronde, sempre come emerge dai focus group svolti nell’ambito del progetto, il concetto di sostenibilità è già presente in modo diffuso nella sfera valoriale dei ristoratori, pur con differenze sulla base del target di riferimento.

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