Biodiversità e filiera ittica: il modello irlandese

Cosa vedremo in questo articolo

Negli ultimi anni il tema della biodiversità è entrato con sempre maggiore forza nel dibattito sulla sostenibilità delle filiere agroalimentari, inclusa quella ittica. Non si tratta più soltanto di riduzione dell’impatto ambientale o di conformità normativa, ma di un cambio di prospettiva che riguarda la gestione degli ecosistemi, l’elasticità delle produzioni e il rapporto tra attività economiche e risorse naturali. In questo contesto un modello virtuoso è dato dall’approccio sviluppato in Irlanda attraverso Origin Green (di cui Eurofishmarket ha parlato in un approfondimento precedente), ossia il programma nazionale ideato da Bord Bia (ente governativo irlandese per la promozione dei prodotti food & beverage dell’Isola di Smeraldo), che integra sostenibilità, monitoraggio e valorizzazione delle filiere food & beverage, comprese quelle legate al mare.

Biodiversità come asse strategico della sostenibilità

Nel modello irlandese, la biodiversità non è un semplice elemento del contesto generale, ma diviene il pilastro della strategia di sostenibilità lungo l’intera catena di approvvigionamento alimentare. Origin Green coinvolge decine di migliaia di aziende agricole e centinaia di imprese di trasformazione e commercializzazione, con l’obiettivo di rendere misurabili e verificabili i progressi in ambiti chiave come riduzione dell’impronta di carbonio, tutela degli habitat, uso efficiente delle risorse naturali e responsabilità sociale.
In questo quadro, la biodiversità viene considerata una componente funzionale alla stabilità degli ecosistemi produttivi, in grado di incidere direttamente e profondamente sulla qualità delle materie prime e sulla capacità delle filiere di adattarsi ai cambiamenti ambientali.

Dalla formazione alle pratiche operative

Uno degli elementi distintivi dell’approccio irlandese è l’investimento nella formazione. All’interno di Origin Green opera l’Origin Green Academy, una piattaforma pensata per supportare le imprese nello sviluppo di competenze legate alla sostenibilità e alla biodiversità. Attraverso percorsi formativi e strumenti dedicati, le aziende vengono accompagnate nella definizione di strategie concrete e misurabili.
Un esempio significativo è la collaborazione con l’All-Ireland Pollinator Plan (AIPP), che ha portato allo sviluppo di iniziative formative focalizzate sulla tutela degli impollinatori e, più in generale, sul ruolo della biodiversità nel mantenimento degli equilibri ambientali. Questo tipo di approccio evidenzia come la sostenibilità sia un tema su cui il modello produttivo irlandese investe e opera sin dal principio, a monte dei processi produttivi e delle conoscenze di produttori e acquirenti.

Biodiversità applicata: terra e mare

Le pratiche legate alla tutela della biodiversità si declinano in modo diverso a seconda dei comparti, ma condividono una logica comune. Nel settore agroalimentare irlandese, diverse aziende stanno integrando azioni concrete volte alla creazione e al mantenimento di habitat naturali, alla gestione sostenibile delle risorse e alla protezione degli ecosistemi locali.
Nel contesto marino e costiero, particolare attenzione è riservata a risorse chiave come le alghe, riconosciute per il loro ruolo ecologico fondamentale. La raccolta e la gestione sostenibile delle alghe sono fondamentali per la protezione degli habitat marini e per lo sviluppo di filiere alternative e a basso impatto, in linea con una visione di economia circolare e di diversificazione delle produzioni ittiche.

Un modello che parla anche alla filiera ittica europea

L’esperienza irlandese offre spunti di riflessione che vanno oltre i confini nazionali. In un contesto europeo in cui cresce l’attenzione verso la sostenibilità, la tracciabilità e la tutela della biodiversità marina, l’integrazione tra politiche ambientali, programmi di filiera e strumenti di verifica indipendente rappresenta un elemento di interesse anche per il settore ittico.
Il fatto che una quota rilevante della produzione ittica irlandese sia inserita in programmi strutturati di sostenibilità e in progetti di miglioramento della pesca indica una direzione possibile: quella di una gestione delle risorse che tenga insieme qualità del prodotto, competitività sui mercati e salvaguardia degli ecosistemi.


Affrontare il tema della biodiversità significa oggi interrogarsi sul futuro delle filiere alimentari e ittiche. L’approccio irlandese, basato su programmi nazionali, formazione, monitoraggio e coinvolgimento degli stakeholder, mostra come la sostenibilità possa diventare un fattore strutturale di sviluppo. Una prospettiva che apre nuove riflessioni anche per il settore ittico europeo, chiamato a coniugare tutela del mare, qualità delle produzioni e risposte alle aspettative di consumatori sempre più attenti e informati.

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