BLUEBOOST: l’IMTA al centro di un progetto internazionale per potenz...

Cosa vedremo in questo articolo

Cos’è l’IMTA e perché è necessaria oggi?

L’IMTA è l’acronimo di “Integrated Multi-Trophic Aquaculture”. Eurofishmarket in questo breve articolo traccia l’importanza di questo sistema innovativo sostenibile, i suoi vantaggi applicati alla filiera ittica nazionale e non solo, e introduce il progetto BLUEBOOST, mirato a raccogliere dati e valutare concretamente i vantaggi derivanti dall’adozione dell’IMTA in particolare in sistemi produttivi Mediterranei.

L’IMTA in breve

L’Acquacoltura Multi-Trofica Integrata (IMTA) è un sistema produttivo che combina diverse specie marine appartenenti a differenti livelli della catena alimentare. Come illustrato da una vasta produzione scientifica soprattutto Nord Americana e Asiatica (dove l’IMTA è stata sviluppata e è una realtà consolidata), questo modello permette di riutilizzare efficientemente gli scarti provenienti dall’allevamento ittico (deiezioni e mangime non consumato) come energia e nutrienti per le specie cosiddette estrattive. Aumentando e diversificando la produzione si riducono così gli impatti ambientali dell’acquacoltura tradizionale, spesso basata su monocolture intensive.

In Europa, come emerge da ricerche della FAO, si importa una grande quantità di prodotti ittici a fronte di una crescente domanda interna e di una bassa autosufficienza alimentare (circa il 24% nel 2019). L’IMTA rappresenta quindi una concreta opportunità per incrementare la produzione riducendo contemporaneamente l’impronta ambientale, valorizzando specie a basso livello trofico che utilizzano come alimento le emissioni  rilasciate sotto forma di mangime non consumato e deiezioni da specie allevate a livello trofico superiore.

I vantaggi economici dell’IMTA

Secondo recenti ricerche anche presentate in eventi internazionali tra i quali Aquafarm2025, dal punto di vista economico, pur essendo necessari investimenti iniziali più elevati, l’IMTA garantisce una diversificazione della produzione rendendo gli allevamenti più resistenti alle fluttuazioni del mercato. Inoltre, le certificazioni eco-friendly (private come Friends of the Sea o ASC o promossi dallo Stato: Sistema di Qualità Nazionale Zootecnia disciplinareAcquacoltura Sostenibile”) ottenibili grazie a questo tipo di produzione sostenibile rappresentano un significativo valore aggiunto per gli allevatori, aumentando la competitività dei loro prodotti sui mercati internazionali.

I vantaggi ambientali dell’IMTA

Sul versante ambientale, l’adozione dell’IMTA ha la potenzialità di ridurre significativamente l’eutrofizzazione (abbattimento di composti azotati e fosfati) migliorando sensibilmente la qualità dell’acqua, grazie alla capacità di ritenzione efficiente di nutrienti essenziali allo sviluppo degli organismi filtratori. Questo sistema converte infatti gli scarti organici di alcune specie in risorse nutritive per altre, promuovendo un ciclo produttivo circolare orientato alla sostenibilità ambientale.

I vantaggi produttivi dell’IMTA

Dal punto di vista produttivo, sperimentazioni pilota come quella in Sardegna, realizzate dalla Fondazione IMC, mostrano risultati promettenti anche per l’area Mediterranea: produzioni diversificate, ottimizzazione dello spazio marino e maggiore efficienza nell’utilizzo dei nutrienti, specialmente carbonio, azoto e fosforo.

Criticità del sistema di acquacoltura risolte dall’IMTA

Sebbene sia considerata fra i sistemi produttivi più sostenibili, una delle principali sfide dell’acquacoltura tradizionale basata su monocolture, come evidenziato anche dal Piano Strategico Italiano per l’Acquacoltura del MASAF, è quella di ridurre ulteriormente gli impatti ambientali, tra cui la degradazione della qualità dell’acqua e l’emissione di gas serra. L’IMTA affronta queste criticità creando un sistema produttivo circolare in cui gli scarti diventano risorsa. Inoltre, la possibilità di affiancare alla produzione tradizionale specie estrattive ad alto valore commerciale, come l’ostrica — particolarmente resistente all’aumento delle temperature nei nostri mari — rappresenta un’importante opportunità per compensare le recenti perdite subite dalla molluschicoltura italiana a causa dei cambiamenti climatici.

Un’altra importante sfida, è la dipendenza dalle importazioni di mangimi e materie prime. L’IMTA vuole puntare molto sulle cosiddette non-fed species (come molluschi e alghe che non richiedono un’alimentazione artificiale), con l’obiettivo di limitare l’uso di formulazioni mangimistiche che impattano su risorse naturali come gli stock ittici naturali o su fonti proteiche vegetali usate anche in alimentazione umana (es. soia).

Come valutare concretamente gli effetti dell’IMTA: il progetto BLUEBOOST

BLUEBOOST è un progetto co-finanziato dal programma europeo Sustainable Blue Economy Partnership, e per l’Italia dal MUR. E’ stato recentemente riconosciuto anche dall’UNESCO come iniziativa a sostegno del Decennio delle Scienze del Mare. Guidato da una partnership internazionale composta da istituti di ricerca e aziende private, questo studio mira a raccogliere dati e valutare concretamente per gli allevamenti tradizionali monospecifici i vantaggi derivanti dall’adozione dell’IMTA. Attualmente, il progetto è in pieno svolgimento presso siti pilota strategici in Europa e in Brasile. In Italia il sito pilota prescelto si trova nel Golfo di Oristano e prevede l’allevamento congiunto di orate e spigole in gabbie galleggianti marine e dell’ostrica piatta.

Questa ricerca, oggetto di interesse per operatori del settore e istituzioni, potrebbe rappresentare una svolta significativa per il futuro sostenibile dell’acquacoltura e per l’adozione di sistemi produttivi virtuosi, in linea con la necessità di incrementare l’impiego di metodi e tecnologie che rispettano e tutelano gli ecosistemi e la biodiversità.

Eurofishmarket entrerà nel merito prossimamente del progetto BLUEBOOST con diversi articoli di approfondimento, portandovi gli sviluppi e presentandovi e lasciando parlare i protagonisti partner dello stesso.

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