Denominazioni obbligatorie delle specie ittiche: ecco l’aggiornament...
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Cosa vedremo in questo articolo
Il 16 aprile 2025 è stato pubblicato il nuovo Decreto Ministeriale n. 175216 del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) relativo alle Modalità di attribuzione delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale. Il provvedimento aggiorna il sistema nazionale che disciplina l’utilizzo dei nomi commerciali delle specie ittiche e introduce un nuovo riferimento normativo per l’intera filiera della pesca e dell’acquacoltura.
L’aggiornamento nasce dall’esigenza di rendere più chiara e coerente la denominazione delle specie presenti sul mercato, tenendo conto dell’evoluzione degli scambi commerciali, delle conoscenze scientifiche e delle disposizioni europee sull’etichettatura dei prodotti ittici. Il decreto sostituisce infatti il precedente riferimento normativo, aggiornando l’elenco delle denominazioni commerciali ufficiali utilizzate in Italia.
Per gli operatori del settore ittico (pescatori, distributori, trasformatori, grossisti e punti vendita) l’aggiornamento rappresenta uno strumento utile per garantire la corretta identificazione delle specie lungo tutta la filiera commerciale.
Una delle principali novità riguarda la presenza in un unico documento ufficiale di tutte le denominazioni scientifiche e delle corrispondenti denominazioni commerciali in lingua italiana delle specie ittiche attualmente commercializzate nel mercato nazionale. Questo consente una consultazione più semplice e facilita la verifica della correttezza delle informazioni riportate in etichetta e nei sistemi di tracciabilità.
L’obiettivo del provvedimento è quindi duplice: da un lato migliorare la chiarezza delle informazioni destinate ai consumatori, dall’altro fornire agli operatori strumenti normativi più aggiornati e coerenti con il contesto del mercato ittico contemporaneo.
Un elenco aggiornato delle denominazioni delle specie ittiche
Il cuore del decreto è rappresentato dall’Allegato 1, che contiene l’elenco aggiornato delle denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale.
Questo elenco costituisce il riferimento ufficiale per l’utilizzo dei nomi commerciali dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura venduti sul mercato italiano. Ogni specie viene associata alla relativa denominazione commerciale in lingua italiana e al nome scientifico utilizzato nella classificazione biologica internazionale.
L’aggiornamento ha una funzione molto concreta per la filiera: consente di evitare ambiguità tra specie diverse e garantisce un linguaggio comune tra operatori, autorità di controllo e consumatori. Nel mercato ittico, infatti, numerose specie possono essere conosciute con nomi locali o commerciali differenti a seconda delle aree geografiche. La presenza di una denominazione ufficiale consente di standardizzare queste informazioni e di assicurare maggiore trasparenza nella commercializzazione dei prodotti.
Il decreto del 2025 abroga e sostituisce l’elenco delle denominazioni allegato al decreto ministeriale del 31 gennaio 2008 e ai successivi aggiornamenti, introducendo quindi un nuovo riferimento normativo per l’identificazione delle specie ittiche.
L’aggiornamento è stato elaborato anche grazie al lavoro del Gruppo di lavoro sulle denominazioni delle specie ittiche di interesse commerciale, istituito dal Ministero e composto da esperti del settore. Questo gruppo ha analizzato le esigenze del mercato e le evoluzioni scientifiche relative alla classificazione delle specie, al fine di garantire una nomenclatura coerente e aggiornata.
Il risultato è un sistema più organico e facilmente consultabile, pensato per semplificare il lavoro degli operatori e migliorare la qualità delle informazioni presenti sui prodotti ittici.
Denominazioni scientifiche e banche dati di riferimento
Oltre alle denominazioni commerciali in lingua italiana, il decreto chiarisce anche i criteri di riferimento per le denominazioni scientifiche delle specie ittiche.
Per garantire la correttezza della classificazione biologica, il provvedimento stabilisce che le denominazioni scientifiche possano essere verificate attraverso alcune banche dati internazionali riconosciute. Tra queste figurano i sistemi informativi FishBase e ASFIS (Aquatic Sciences and Fisheries Information System), utilizzati a livello internazionale per l’identificazione delle specie ittiche.
Per alcuni gruppi di organismi marini (come crostacei, molluschi, echinodermi e tunicati), il decreto consente inoltre di utilizzare come riferimento anche altre banche dati scientifiche, tra cui SeaLifeBase e WoRMS (World Register of Marine Species).
Questa impostazione consente di allineare il sistema nazionale delle denominazioni commerciali con gli standard scientifici internazionali. In pratica, quando una specie presenta sinonimi scientifici riconosciuti nelle banche dati ufficiali, questi possono essere considerati validi ai fini della classificazione e dell’etichettatura.
Un ulteriore aspetto tecnico riguarda i casi in cui l’elenco ufficiale riporti soltanto il genere accompagnato dalla dicitura “spp.”. In queste situazioni, l’etichettatura può indicare il genere seguito dalla sigla “spp.” oppure specificare la singola specie, mantenendo comunque la denominazione commerciale italiana prevista nell’elenco.
Queste indicazioni permettono di gestire in modo più flessibile le situazioni in cui la commercializzazione coinvolge specie appartenenti allo stesso genere biologico, garantendo comunque la correttezza delle informazioni scientifiche.
Tempistiche e periodo di adeguamento per gli operatori
Come accade spesso nei provvedimenti che introducono aggiornamenti normativi rilevanti per la filiera agroalimentare, il decreto prevede un periodo di transizione per consentire agli operatori di adeguarsi alle nuove disposizioni.
Le nuove modalità di attribuzione delle denominazioni delle specie ittiche entrano formalmente in vigore dal giorno successivo alla pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Tuttavia, per facilitare l’adeguamento della filiera, è stato previsto un periodo di applicazione graduale.
In particolare, in fase di prima applicazione il termine di adeguamento è stato posticipato di 365 giorni. Durante questo periodo gli operatori della filiera possono continuare ad adottare le nuove denominazioni previste nell’allegato al decreto e adeguare progressivamente le proprie etichette, i sistemi di tracciabilità e la documentazione commerciale.
Questo intervallo temporale è particolarmente importante per le imprese della distribuzione e della trasformazione, che devono aggiornare numerosi strumenti operativi come:
- etichette dei prodotti
- sistemi informatici di tracciabilità
- documentazione commerciale e listini
- cartellonistica nei punti vendita
Il decreto prevede inoltre una disposizione specifica per i prodotti già presenti sul mercato. I prodotti confezionati prima dell’entrata in vigore della nuova normativa e recanti denominazioni conformi alla normativa precedente possono essere venduti fino all’esaurimento delle scorte, entro i limiti temporali stabiliti dal provvedimento.
Questa misura evita sprechi e consente agli operatori di gestire in modo ordinato la transizione verso il nuovo sistema di denominazioni.
Perché questo aggiornamento è importante per la filiera ittica
L’aggiornamento delle denominazioni commerciali delle specie ittiche rappresenta un passaggio significativo per l’intero settore.
Nel mercato dei prodotti della pesca, la corretta identificazione delle specie è fondamentale non solo per la trasparenza commerciale, ma anche per garantire tracciabilità, tutela del consumatore e corretto funzionamento del mercato.
Un sistema di denominazioni chiaro e aggiornato consente infatti di:
- evitare confusioni tra specie biologicamente diverse
- prevenire pratiche commerciali scorrette
- migliorare la leggibilità delle informazioni per il consumatore
- facilitare il lavoro degli operatori e delle autorità di controllo
L’aggiornamento introdotto dal decreto del 16 aprile 2025 fa parte di un percorso più complesso e ampio di rafforzamento della trasparenza e della tracciabilità nel settore ittico.
Per gli operatori della filiera, dalla pesca/acquacoltura alla distribuzione, il nuovo elenco delle denominazioni rappresenta uno strumento operativo concreto per verificare la correttezza delle informazioni riportate sui prodotti e garantire la conformità alle disposizioni normative vigenti.
Come richiedere nuove «Denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale»
Le richieste di nuove «Denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale» dovranno pervenire al Ministero dell’ Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste – Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura – PEMAC III, compilando il modello di richiesta di cui all’Allegato 2 del presente decreto.
(Fonte MASAF)
Take away per la filiera ittica
L’aggiornamento delle denominazioni delle specie ittiche introduce alcune indicazioni operative che gli operatori del settore devono tenere presenti.
• Il decreto del 16 aprile 2025 aggiorna l’elenco ufficiale delle denominazioni commerciali delle specie ittiche in Italia.
• L’Allegato 1 contiene l’elenco completo delle denominazioni scientifiche e delle corrispondenti denominazioni commerciali.
• Gli operatori hanno 365 giorni di tempo per adeguarsi alle nuove disposizioni.
• I prodotti etichettati secondo la normativa precedente possono essere venduti fino all’esaurimento delle scorte entro i termini previsti.
• È possibile richiedere nuove «Denominazioni in lingua italiana delle specie ittiche di interesse commerciale» secondo quanto indicato dal MASAF e riportato nel paragrafo precedente.
Per tutta la filiera della pesca e dell’acquacoltura si tratta quindi di un aggiornamento normativo rilevante, che punta a migliorare la chiarezza delle informazioni commerciali e la trasparenza del mercato ittico italiano.
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