Granchio Blu: progetti innovativi e collaborazioni con le Università ...

Cosa vedremo in questo articolo

È trascorso circa un anno e mezzo dall’inizio dell’emergenza “Granchio blu” e un anno da quel 16 novembre 2023, in cui il Casone di Paolo Mancin, Presidente del Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine O.P., fu trovato bruciato, probabilmente per malumori e proteste a seguito della crisi.

Ma Mancin non ha “abbandonato la nave” e ha verificato, con il supporto del Commissario Straordinario Caterino, della Regione del Veneto, del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, della sua Associazione di Categoria e di Eurofishmarket, tutte le opportunità utili a portare i suoi circa 1500 associati e produttori di vongola verace, cozze di Scardovari DOP e di ostriche nella bellissima Sacca di Scardovari fuori dall’ “emergenza” granchioblu.

La tensione è ancora alta tra i produttori del Polesine, ormai sfiancati e sfiduciati dopo oltre un anno di durissimo lavoro in laguna per contrastare il granchio, salvare il salvabile, affrontare la crisi economica, i mutui non pagati, lo stravolgimento dell’intera economia locale e la perdita di preziosi professionisti di questo mestiere, che si sono visti costretti a cambiare settore.

Alcune iniziative per valorizzare il granchio blu

Per questo, Eurofishmarket, da diversi anni partner strategico del Consorzio per la progettazione e l’innovazione, oggi è lieta di rilanciare quanto sta emergendo sui media in merito alle soluzioni raggiunte. Queste iniziative mirano sia a valorizzare il granchio blu, traendone profitto e ricreando un’economia locale e una nuova filiera, sia a controllarne la diffusione nelle acque italiane per evitare una riproduzione incontrollata, dannosa per l’ecosistema marino e lagunare.

Il progetto coordinato dall’Università di Padova e di Milano

A tale proposito, da un lato si collaborerà con realtà consolidate sul mercato per la vendita della carne cotta in mercati capaci di pagare correttamente il prodotto; dall’altro, si realizzerà farina per il settore del pet food e della nutraceutica. Quest’ultima azione sarà sviluppata nell’ambito di un progetto di ricerca coordinato dall’Università di Padova e dall’Università di Milano, in collaborazione con il Consorzio del Polesine, che sarà partner per la sperimentazione applicata.

Verso un’acquacoltura di precisione

Tutte queste iniziative saranno supportate da ricerche utili a una gestione sempre più attenta della laguna, con l’obiettivo di realizzare in futuro una “acquacoltura di precisione”. Questo approccio consentirà di ottimizzare le produzioni, migliorare la qualità della vita dei produttori, preservare le risorse ambientali e rilanciare l’economia locale.

Obbiettivi concreti per il futuro

Questi sono gli obiettivi del Presidente del Consorzio, Paolo Mancin, condivisi con i produttori associati e con tutti i partner pubblici e privati che li stanno rendendo possibili. Si tratta di obiettivi concreti, che finalmente aggiungono sostanza al “fumo” di cui si è tanto parlato e scritto sull’argomento.

I produttori al centro del cambiamento

Questi progetti rimettono al centro i produttori, perché, se non sono loro a trarne il primo beneficio, non possono funzionare. Saranno anche di beneficio a tutti gli altri produttori colpiti dal granchio blu.

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