L’Aquacoltura Circolare: Un Approccio Sostenibile alla Produzion...

Cosa vedremo in questo articolo

L’industria dell’acquacoltura sta abbracciando l’”acquacoltura circolare” come un approccio chiave per ridurre gli sprechi e migliorare la sostenibilità ambientale. Questo modello di produzione innovativo si basa sulla riduzione dell’impatto ambientale attraverso l’uso efficiente delle risorse, il riciclo dei nutrienti e la minimizzazione degli sprechi. In questo articolo, esploreremo i fondamenti dell’acquacoltura circolare e il suo impatto positivo sulla sostenibilità ittica.

Minimizzazione degli sprechi

Si è tanto parlato di sostenibilità, circolarità e ottimizzazione delle risorse: ma come si traduce effettivamente nella pratica? L’aquacoltura circolare si distingue per la sua capacità di minimizzare gli sprechi. A differenza dei modelli convenzionali, questo approccio mira a utilizzare al massimo ogni componente della produzione, riducendo al minimo gli scarti. Uno studio di Troell et al. (2014) ha dimostrato che ridurre gli sprechi è essenziale per migliorare l’efficienza complessiva dell’industria ittica. Questo studio esamina i principali risultati e gli aspetti metodologici di ben 28 studi sottoposti a revisione paritaria sui sistemi di acquacoltura marina, il cui obiettivo principale è stato quello di analizzare l’implementazione su larga scala di pratiche di maricoltura integrata e identificare le aree di ricerca necessarie per una futura agenda di ricerca.

Riciclo dei nutrienti

Produrre nutrienti di qualità costa, e tanto anche. Bisogna considerare anche che, non solo bisogna produrre dei nutrienti, ma anche considerarne la capacità di essere inclusi in un mangime, la capacità di essere assorbiti e biodisponibili per l’organismo che se ne nutre. Un elemento centrale dell’aquacoltura circolare è proprio il riciclo dei nutrienti, viste le considerazioni previamente citate. I sottoprodotti organici possono essere talvolta convertiti in nutrienti per il successivo ciclo di produzione. Questo non solo riduce la dipendenza da mangimi convenzionali, spesso a base di farine di pesce, ma contribuisce anche a creare un ambiente più sostenibile.

Integrazione con l’Agricoltura e con altre pratiche terrestri

La combinazione di allevamenti ittici e coltivazioni agricole spesso è associata a disatri ambientali e gravi conseguenze a medio-lungo termine per l’ambiente, ma può creare un sistema sinergico, in cui i sottoprodotti di entrambe le attività vengono utilizzati reciprocamente. Questo modello è stato discusso in dettaglio da Kautsky et al. (2000) già all’inizio del millennio, in uno studio sulla maricoltura integrata.

L’aquacoltura circolare ha il potenziale per ridurre significativamente l’impatto ambientale dell’industria ittica. L’uso calibrato delle risorse e il riciclo dei nutrienti contribuiscono a preservare gli ecosistemi acquatici e a mitigare gli effetti negativi sulla biodiversità marina. Uno studio di Neori et al. (2004) ha esplorato l’impatto ambientale della maricoltura integrata precedentemente citata.

Innovazioni Tecnologiche

Le innovazioni tecnologiche svolgono un ruolo cruciale nell’aquacoltura circolare, e sempre più spesso verrano impiegate su scala non solo grande, ma anche più puntiforme a livello di allevamenti medio-piccoli. Sistemi avanzati di filtrazione, ricircolo dell’acqua e monitoraggio ambientale permettono una gestione più precisa e sostenibile delle operazioni. Un’analisi delle tecnologie emergenti è fornita da Marba et al. (2017) in uno studio sulla tecnologia in maricoltura.

In conclusione, l’aquacoltura circolare rappresenta un cambiamento paradigmatico nell’industria ittica. Integrando concetti di sostenibilità, riduzione degli sprechi e riciclo dei nutrienti, questo approccio offre una via promettente verso un futuro in cui la produzione ittica non solo risponde alle esigenze alimentari globali ma contribuisce attivamente alla salute del nostro pianeta e dei suoi abitanti

Bibliografia:

  • Troell, M., Halling, C., Neori, A., Chopin, T., Buschmann, A. H., Kautsky, N., & Yarish, C. (2014). Integrated mariculture: asking the right questions. Aquaculture, 431, 129-135.
  • Kautsky, N., Bergstrand, E., & Folke, C. (2000). Ecological footprint for assessment of resource use and development limitations in shrimp and tilapia aquaculture. Aquaculture Research, 31(7), 453-472.
  • Neori, A., Chopin, T., Troell, M., Buschmann, A. H., Kraemer, G. P., Halling, C., … & Yarish, C. (2004). Integrated aquaculture: rationale, evolution and state of the art emphasizing seaweed biofiltration in modern mariculture. Aquaculture, 231(1-4), 361-391.
  • Marbà, N., Krause-Jensen, D., Alcoverro, T., Birkeland, C., Pedersen, M. F., Neto, J. M., … & Duarte, C. M. (2017). Diversity of European seagrass indicators: patterns within and across regions. Scientific Reports, 7, 43688.

Suggeriti da Eurofishmarket

Articoli correlati