I marcatori intronici sono utilissimi per identificare specie ittiche e distinguere tra individui puri e ibridi. Funzionano analizzando le sequenze di DNA prelevate dagli organismi: confrontando le differenze nei loro introni, possiamo riconoscere specifiche variazioni genetiche tipiche di ogni specie.
Eurofishmarket intervista la Dott.ssa Annalisa Scapolatiello¹ , biologa specializzata in bioinformatica applicata alla genetica e all’ecologia in merito alla ricerca oggetto del suo dottorato e focalizzata sull’applicazione di marcatori genetici per lo studio e la tutela della biodiversità e la gestione della fauna ittica.
Cosa sono i marcatori intronici?
I marcatori intronici sono sequenze del DNA che si trovano nelle regioni non codificanti dei geni, chiamate introni. Queste regioni non producono proteine, ma sono estremamente variabili e utili per identificare differenze genetiche tra specie o popolazioni. La loro variabilità li rende strumenti efficaci per studi di genetica e biodiversità. Per l’analisi di queste regioni abbiamo sviluppato una metodologia denominata MIPs (Multilocus Intron Polymorphisms) che consente di studiare molti introni simultaneamente.
Qual è lo scopo principale del suo lavoro in merito al settore ittico?
L’ obiettivo è sviluppare strumenti genetici avanzati per la tutela della biodiversità ittica. Questo include la messa a punto di metodi per la caratterizzazione di specie ad interesse commerciale e/o di specie autoctone a rischio, e il monitoraggio dell’impatto dell’ibridazione con specie introdotte. La ricerca punta a dare un contributo metodologico alla protezione degli equilibri ecologici e alla gestione sostenibile delle risorse legate alla pesca.
Perché la collaborazione con Eurofishmarket?
Eurofishmarket è un punto di riferimento per la valorizzazione del settore ittico, e la collaborazione offre l’opportunità di tradurre i risultati scientifici in informazioni accessibili per operatori del settore, istituzioni e consumatori. Questo connubio tra ricerca e divulgazione è fondamentale per promuovere la sostenibilità e sensibilizzare il pubblico sulla tutela delle risorse acquatiche.
Anticipazione dei risultati della ricerca
Il metodo di analisi messo a punto ha mostrato una elevata efficienza nell’identificazione sia di specie che di ibridi. I MIPs sono stati applicati fino ad oggi su due casi di studio indipendenti: il primo è la distinzione tra Solea solea e Solea aegyptiaca, due specie mediterranee praticamente indistinguibili morfologicamente. Nel secondo caso di studio i MIPs sono stati utilizzati per rilevare tracce di ibridazione tra le popolazioni endemiche italiane di luccio meridionale (Esox flaviae) e il luccio settentrionale (Esox lucius), introdotto artificialmente. In entrambi i casi i MIPs hanno mostrato elevata efficienza ed accuratezza.
L’articolo completo con un approfondimento sulla ricerca oggetto dello studio suddetto sarà pubblicato sul numero 1/2025 del periodico Eurofishmarket disponibile in versione cartacea e on line.
Valentina Tepedino, medico veterinario specializzato nel settore ittico.
¹Annalisa Scapolatiello è una biologa specializzata in bioinformatica applicata alla genetica e all’ecologia. Dopo la laurea in Genomica Funzionale presso l’Università degli Studi di Trieste, sta conseguendo un dottorato di ricerca focalizzato sull’applicazione di marcatori genetici per lo studio e la tutela della biodiversità e la gestione della fauna ittica. Il suo progetto di dottorato è stato cofinanziato con risorse del programma “PON REACT-EU su tematiche green” per sviluppare metodi innovativi di monitoraggio e protezione delle risorse acquatiche.