La pesca nell’Alto Adriatico al centro del confronto europeo: Eurofishmarket a Chioggia per il primo incontro con la Commissione Pesca del Parlamento Europeo

Cosa vedremo in questo articolo

Confcooperative Fedagripesca ha preso parte, per voce del proprio Vicepresidente nazionale Paolo Tiozzo, al confronto pubblico che si è svolto il 21 settembre  a Chioggia nella Sala del Consiglio del Municipio, nell’ambito della missione nell’Alto Adriatico della Commissione Pesca (PECH) del Parlamento europeo. L’iniziativa, promossa dagli eurodeputati Anna Maria Cisint e Carlo Ciccioli, ha riunito nella cittadina veneta rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali insieme alle principali organizzazioni della pesca e dell’acquacoltura, in un confronto diretto sulle prospettive del comparto ittico.

La tappa chioggiotta apre un percorso itinerante che nei prossimi giorni toccherà altri distretti strategici della pesca dell’Alto e Medio Adriatico – Sacca degli Scardovari, Goro e Cesenatico – per concludersi ad Ancona, con l’obiettivo dichiarato di raccogliere sul campo, a diretto contatto con pescatori e cooperative, elementi utili a orientare gli strumenti di sostegno europei e nazionali al settore.

L’On. Anna Maria Cisint, tra i promotori dell’iniziativa, ha spiegato che la missione nasce dalla volontà di conoscere da vicino le condizioni in cui opera oggi la pesca italiana, attraverso l’ascolto diretto di pescatori e associazioni nei territori in cui le difficoltà del settore si vivono quotidianamente.

Sulla stessa linea si è espressa la capo-delegazione del Parlamento europeo Isabelle Le Callennec, che ha definito l’Alto Adriatico uno dei bacini marini più produttivi ma anche più fragili d’Europa, sottolineando come i pescatori stiano scontando un costo molto alto a causa dell’emergenza del granchio blu e abbiano bisogno di strumenti di intervento rapidi ed efficaci a tutela del proprio sostentamento.

L’On. Cisint ha confermato l’impegno della commissione Pesca a portare in Parlamento le necessità e le specificità delle nostre aree marine di acqua dolce e dei suoi operatori, sottolineando l’urgenza di risorse a sostegno dei produttori e la necessità di ridurre gli oneri burocratici. Ciccioli ha richiamato le difficoltà causate dalle precedenti regole europee sulle filiere dei Paesi mediterranei, indicando la necessità di invertire questa tendenza.

Per il governo è intervenuto il Sottosegretario al MASAF Patrizio Giacomo La Pietra, che ha sostenuto come le politiche della Commissione europea abbiano messo in difficoltà il settore, imponendo regole restrittive senza tenere conto delle reali necessità degli operatori; ha chiesto che la tutela ambientale proceda di pari passo, e non prevalga, rispetto alla sostenibilità socio-economica della filiera ittica.

Per la Regione Veneto è intervenuto l’Assessore alla Pesca Dario Bond che ha evidenziato la gravità della situazione per il litorale veneto, con tradizioni e comunità che rischiano di scomparire e ha chiesto risorse economiche straordinarie per restituire competitività al settore, sostenendo che gli investimenti europei per la pesca debbano essere equiparati a quelli per le altre attività primarie.

Per la Regione Friuli Venezia Giulia è intervenuto l’Assessore alla Pesca Stefano Zannier che ha chiesto una maggiore autonomia delle Direzioni Generali competenti rispetto alla Direzione Ambiente, ritenuta oggi eccessivamente limitante per il lavoro degli operatori e per le iniziative politiche a loro sostegno.

Ha portato il saluto della Capitaneria di Porto di Chioggia il Comandante Andrea Palma, che ha confermato l’impegno dell’ente a proseguire nella propria attività in sinergia con la ripresa territoriale del settore.

L’On. Cisint ha personalmente dato la parola al pescatore Paolo Perini che, in rappresentanza di tutti i numerosi pescatori presenti a Chioggia e manifestanti in modo pacifico, ha esposto i problemi quotidiani della categoria: il caro gasolio, che rende oggi più conveniente restare fermi in porto che uscire a lavorare; l’eccessiva burocrazia e le sanzioni sproporzionate; il mancato ricambio generazionale, in un settore ormai poco attrattivo per i giovani. Perini ha chiesto agli eurodeputati presenti di non lasciare sola la categoria e di sostenerla con misure adeguate.

Il dottor Giuseppe Cherubini, direttore dell’Unità organizzativa Pianificazione e gestione delle risorse ittiche e FEAMP della Regione Veneto, ha illustrato con una relazione tecnica le caratteristiche del distretto di pesca del nord Adriatico: l’idrografia e la geografia peculiari dell’area, il rapporto storico delle comunità nord-adriatiche con la pesca, gli effetti dei cambiamenti climatici sulle peculiarità del bacino, le dimensioni della filiera locale e le tecniche tradizionali di pesca e acquacoltura.

Al confronto hanno preso parte e portato un loro contributo i rappresentanti nazionali delle principali associazioni di pesca e acquacoltura: Pier Antonio Salvador (Copa-Cogeca) che ha riportato la sua preoccupazione sul futuro della nostra acquacoltura se non metteremo in atto delle politiche di tutela ed innovazione ma anche di miglioramento della trasparenza nella tracciabilità/etichettatura anche nel settore HORECA, Cristian Maretti (Legacoop Agroalimentare), Daniela Borriello (Coldiretti Pesca), Francesca Biondo (Federpesca), Matteo Leonardi (API, Associazione Piscicoltori Italiani), Mauro Mantovan (Pescagri CIA Veneto), Michele Boscolo Marchi (COGEMO Chioggia), Stefano Gillebi (AMA, Associazione Mediterranea Acquacoltori), Maria Laurenza (UILA Pesca), Pierpaolo Piva (FAI CISL Pesca e Acquacoltura) e Paolo Tiozzo (Confcooperative Agro Alimentare Pesca) che ha chiuso il suo intervento consegnando a tutti i rappresentanti del gruppo degli europarlamentari una nota tecnica sulla “Pesca e Acquacoltura dell’Alto Adriatico” contenente anche una sintesi delle richieste di impegno politico ai parlamentari nazionali in particolare sui temi del rifinanziamento del Fondo  solidarietà, l’integrazione PNR e pesca, la crisi di liquidità ed il caro gasolio.

Il confronto di Chioggia si inserisce in un contesto di forte pressione sul comparto ittico dell’Alto Adriatico, alle prese con la proliferazione del granchio blu e di altre specie aliene, l’aumento dei costi del carburante, il ricambio generazionale nelle marinerie e gli effetti dei cambiamenti climatici sulle risorse alieutiche.

Tutti i contributi esposti hanno ribadito l’importanza di coniugare tutela del reddito dei pescatori, sostenibilità della risorsa e tenuta sociale delle comunità costiere.

La delegazione europea, guidata dalla capo-delegazione Isabelle Le Callennec, proseguirà nei prossimi giorni la missione nei territori dell’Alto e Medio Adriatico, con nuove tappe che vedranno ancora protagonista il confronto diretto tra istituzioni comunitarie e mondo cooperativo della pesca.

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