Organizzazioni di Produttori della pesca e dell’acquacoltura: quale ...

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Si è svolto lo scorso 21 ottobre a Roma presso Palazzo Rospigliosi l’evento conclusivo del progetto di Federop.it sostenutodal  MIPAAF (Piano triennale) che ha esposto i risultati di uno studio unico nel suo genere, sulle Organizzazioni di Produttori della Pesca e dell’Acquacoltura riconosciute presenti sul territorio nazionale e strategico per comprendere i futuri spazi utili a valorizzare al meglio le loro produzioni anche a fronte delle ultime emergenze sanitarie ma anche derivanti dal caro gasolio e dalla guerra in Ucraina e anche considerando lo scenario legislativo europeo che tende a ridurre costantemente, anno per anno, il numero delle possibili giornate di pesca.

Tra gli ospiti il Direttore generale della Pesca – MIPAAF Riccardo Rigillo, il Vice Presidente di FederOp.it Luigino Pelà, i membri del direttivo di FederOp Tonino Giardini, Sonia Barchielli, Giovanni di Mattia, Apollinare Lazzari, Federico Bigoni, Natale Amoruso e Barbara Zambuchini e diverse organizzazioni di produttori e media.

L’indagine realizzata dalla società Eurofishmarket ha analizzato un significativo numero di Organizzazioni di produttori con l’obiettivo di verificarne le opportunità future per salvaguardare la sopravvivenza del settore ittico italiano.  Comprendere le criticità e il valore aggiunto delle Organizzazioni di Produttori della Pesca e dell’Acquacoltura riconosciute presenti sul territorio nazionale è davvero strategico per comprendere i futuri spazi utili a valorizzare al meglio le loro produzioni anche in vista delle numerose sfide attuali e future che attendono questo settore. Sarà determinante dunque per le OP, partendo anche da una corretta analisi delle attuali criticità, prefissarsi degli specifici obiettivi e mirate strategie aziendale da condividere all’unanimità tra tutti i soci della OP sia per rilanciare il ruolo delle stesse OP ma anche per preparare un terreno fertile alle generazioni future che si approcceranno a questo settore. Oltre a tutto quanto suddetto le parole chiave saranno anche quelle di ricambio generazionale, formazione ed una sempre migliore strutturazione delle Organizzazioni di Produttori che dovranno porsi sul mercato sempre più come imprese vere e proprie utili a soddisfare dalla produzione alla commercializzazione del proprio prodotto valorizzandolo al massimo anche attraverso il racconto del proprio sistema produttivo, del proprio territorio (ittiturismo, pescaturismo, DOP, IGP, ecc.) e della qualità straordinaria del proprio prodotto.  Le Organizzazioni di produttori a tale scopo, anche per migliorare sempre più la marginalità del proprio prodotto, oltre ad attuare tutte le strategie di innovazione e comunicazione suddette dovranno anche sapere fare rete tra loro nella stessa Regione e tra loro, per le specie che rappresentano, a livello nazionale al fine di accrescere il valore percepito e reale di “made in Italy” anche per quanto riguarda i prodotti ittici e per presentarsi al mercato internazionale con una immagine più solida e competitiva dal punto di vista della qualità, dell’eccellenza e della sostenibilità.

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