Anguilla europea: stato della specie e pesca
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Cosa vedremo in questo articolo
Nuove regole per la pesca dell’anguilla
Negli ultimi anni la gestione della pesca dell’anguilla europea (Anguilla anguilla) è diventata un tema centrale nel dibattito sulla sostenibilità delle risorse ittiche. Il progressivo declino delle popolazioni di questa specie ha portato le istituzioni europee e nazionali ad adottare misure sempre più articolate per regolare le attività di pesca e favorire il recupero dello stock naturale.
Su questa linea operativa e gestionale si inserisce il Decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste del 6 marzo 2024, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2024, che introduce nuove disposizioni nazionali per la gestione della pesca dell’anguilla europea in Italia (MASAF, Decreto 6 marzo 2024 – GU Serie Generale n. 88 del 15-04-2024).
Il provvedimento si colloca all’interno del quadro normativo europeo stabilito dal Regolamento (CE) n. 1100/2007, che ha istituito misure specifiche per la ricostituzione dello stock di anguilla europea nei paesi dell’Unione (Regolamento CE n.1100/2007).
L’anguilla rappresenta, infatti, una delle specie più complesse da gestire dal punto di vista della pesca: il suo ciclo vitale coinvolge ambienti molto diversi tra loro e si sviluppa su scale geografiche molto ampie, rendendo difficile la gestione delle popolazioni attraverso strumenti di regolamentazione tradizionali.
Le politiche di gestione della specie non riguardano soltanto la pesca ma includono anche la tutela degli habitat, il monitoraggio delle popolazioni e il miglioramento della continuità ecologica dei corsi d’acqua. L’obiettivo delle nuove disposizioni è quindi quello di trovare un equilibrio tra la conservazione della specie e la salvaguardia delle attività di pesca tradizionali, che in diverse aree europee rappresentano ancora una componente importante dell’economia locale.
Anguilla europea: biologia e ciclo vitale
L’anguilla europea (Anguilla anguilla) è una specie di pesce migratore, spesso considerato un catadromo obbligato (un pesce, cioè, che vive solitamente in acque dolci/salmastre e si riproduce in acque salate, sebbene sia rilevante sottolineare che l’esclusività di questo comportamento da parte della specie, negli ultimi decenni, è stata minata dalle evidenze raccolte in diversi studi scientifici) appartenente alla famiglia Anguillidae e presenta uno dei cicli biologici più complessi tra i pesci marini e d’acqua dolce. A differenza di molte altre specie ittiche, l’anguilla può compiere migrazioni molto lunghe che collegano ambienti oceanici, costieri e fluviali (FAO – Fishery and Aquaculture Species Fact Sheets, Anguilla anguilla).
La riproduzione avviene nel Mar dei Sargassi, una vasta area dell’oceano Atlantico situata tra le Bermuda e i Caraibi. Dopo la schiusa delle uova, le larve (chiamate leptocefali) vengono trasportate dalle correnti oceaniche verso le coste europee e nordafricane.
Una volta raggiunte le acque costiere, le larve subiscono una trasformazione morfologica e diventano ceche, piccoli individui trasparenti che, eventualmente, iniziano la risalita verso fiumi, lagune e zone umide.
Durante la fase di vita successiva, in cui l’esemplare viene denominato anguilla gialla, gli individui trascorrono diversi anni negli ambienti continentali o costieri nutrendosi di piccoli pesci, crostacei e altri organismi acquatici. Questa fase può durare anche oltre dieci anni, durante i quali l’anguilla accumula le riserve energetiche necessarie per la migrazione riproduttiva.
Quando raggiunge la maturità sessuale, l’animale si trasforma in anguilla argentina. In questa fase il corpo subisce diverse modificazioni fisiologiche che permettono al pesce di affrontare il lungo viaggio verso l’oceano. Gli individui che hanno risalito le acque dolci migrano, quindi, nuovamente verso il Mar dei Sargassi, dove avverrà la riproduzione e dove il ciclo vitale della specie ricomincerà.
Questo ciclo biologico straordinariamente complesso rende la specie particolarmente vulnerabile alle alterazioni ambientali e alle pressioni antropiche.

Stato dell’anguilla europea: una specie in forte declino
Negli ultimi decenni numerosi studi scientifici hanno evidenziato un drastico declino delle popolazioni di anguilla europea. In particolare, il numero di giovani anguille che raggiungono le coste europee è diminuito in modo significativo rispetto ai livelli registrati nella seconda metà del Novecento.
Secondo le valutazioni scientifiche dell’International Council for the Exploration of the Sea (ICES), l’arrivo delle ceche nelle acque europee si è ridotto drasticamente rispetto ai livelli storici osservati negli anni Settanta (ICES – Advice on European eel).
Alla luce di queste evidenze, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha classificato l’anguilla europea come specie in pericolo critico di estinzione nella Red List delle specie minacciate (IUCN Red List).
Il declino della specie è attribuito a una combinazione di fattori che agiscono contemporaneamente su diverse fasi del ciclo vitale. Tra le cause più frequentemente citate nella letteratura scientifica figurano:
- la perdita e la degradazione degli habitat fluviali
- la presenza di dighe e barriere artificiali che ostacolano le migrazioni
- l’inquinamento delle acque
- la pesca e il commercio delle ceche
- possibili effetti dei cambiamenti climatici e delle modificazioni delle correnti oceaniche
La complessità di queste cause rende difficile individuare una singola soluzione al problema e richiede politiche di gestione integrate che coinvolgano pesca, ambiente e gestione delle acque.

Anguilla tra pesca, mercato e tradizione gastronomica
Nonostante la situazione critica delle popolazioni naturali, l’anguilla continua a rappresentare una specie di grande valore per la filiera ittica europea. La sua pesca è storicamente radicata in molte aree costiere e lagunari, dove ha contribuito allo sviluppo di tradizioni gastronomiche e attività economiche locali.
In Italia la pesca dell’anguilla è tradizionalmente legata a territori come il Delta del Po, le lagune dell’Adriatico settentrionale e alcune zone umide dell’Italia centrale, dove questa specie è stata per secoli una risorsa alimentare importante.
Dal punto di vista commerciale, l’anguilla è apprezzata per la qualità della sua carne, caratterizzata da un contenuto lipidico relativamente elevato che le conferisce un sapore intenso e una consistenza particolare.
In molte tradizioni culinarie europee, l’anguilla viene preparata in diversi modi: alla griglia, in umido, marinata o affumicata. In Italia alcune preparazioni tradizionali, come l’anguilla alla griglia o l’anguilla marinata, fanno parte della cultura gastronomica locale e sono spesso legate a festività o ricorrenze stagionali.
Negli ultimi anni, tuttavia, il tema della sostenibilità della pesca e della conservazione di specie in pericolo, ha portato anche il settore gastronomico a interrogarsi sul ruolo di prodotti come l’anguilla nella dieta contemporanea. Sempre più chef e operatori della filiera alimentare si chiedono come conciliare la valorizzazione delle tradizioni culinarie con la necessità di proteggere una specie considerata così vulnerabile.

Anguilla sì o no?
Il tema del consumo di anguilla solleva oggi una domanda sempre più frequente tra consumatori, operatori del settore e appassionati di cucina: è giusto continuare a consumare anguilla oppure sarebbe preferibile evitarla per tutelare la specie?
La risposta non è semplice e richiede di considerare diversi aspetti. La questione non riguarda soltanto il consumo individuale, ma anche le politiche di gestione delle risorse ittiche, la sostenibilità delle attività di pesca e il ruolo della ricerca scientifica nel monitoraggio degli stock.
Proprio per affrontare questa domanda, il tema è stato analizzato approfonditamente nel blog “Informare per non abboccare”, in un articolo in cui la Dott.ssa Valentina Tepedino ha messo in luce il problema ed ha provato ad affrontare la questione da diversi punti di vista, intervistando, inoltre, personalità importanti e autorevoli per il tema trattato.
Dunque, come rispondere alla domanda “Anguilla sì o no?”: leggi l’articolo completo sul blog “Informare per non abboccare” al seguente link: https://www.infor-mare.it/anguilla-si-anguilla-no/
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