È entrata in vigore dal 10 gennaio 2026 l’adozione di un nuovo sistema digitale obbligatorio per la certificazione delle catture dei prodotti ittici importati nell’Unione europea. La misura segna un passaggio strutturale nel contrasto alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) e rafforza il presidio di legalità e tracciabilità lungo la filiera ittica globale.
Un sistema digitale per rafforzare controlli e tracciabilità
Il nuovo sistema, noto come CATCH, sostituisce definitivamente la gestione cartacea dei certificati di cattura prevista dal regolamento UE contro la pesca INN. Tutti i certificati relativi ai prodotti della pesca destinati al mercato europeo dovranno essere emessi, trasmessi e verificati in formato elettronico attraverso una piattaforma unica.
La digitalizzazione consente alle autorità competenti degli Stati membri di effettuare controlli più rapidi, efficaci e basati su dati strutturati, riducendo il rischio di frodi documentali e di immissione sul mercato di prodotto di origine illegale.
Implicazioni per la filiera ittica europea e internazionale
Considerato che circa il 70% dei prodotti ittici consumati nell’Unione europea proviene da Paesi terzi, l’introduzione del sistema CATCH ha un impatto diretto sul commercio internazionale e sulle responsabilità degli operatori economici coinvolti nelle importazioni.
Il nuovo assetto rafforza la parità competitiva tra imprese, tutela i produttori che operano nel rispetto delle regole e contribuisce a migliorare la sostenibilità complessiva del settore, riducendo nel contempo gli oneri amministrativi legati alla gestione più frammentata della documentazione.
Il passaggio alla certificazione digitale delle catture rappresenta, per la filiera ittica, un cambiamento operativo rilevante, che richiede adeguamento ma offre maggiore trasparenza, certezza normativa e credibilità del prodotto ittico sul mercato europeo e globale. La digitalizzazione diventa così uno strumento centrale di governance e sostenibilità del settore.