Pesce spada o squalo? Come capire cosa stiamo mangiando?

Cosa vedremo in questo articolo

Pesce spada o smeriglio: perché nasce la confusione tra le due specie

Nel mercato ittico può capitare che il consumatore si trovi di fronte a un dubbio: il trancio acquistato è davvero pesce spada oppure potrebbe trattarsi di un altro pesce, come lo smeriglio o la verdesca? La domanda non nasce casualmente, ma da una caratteristica specifica della commercializzazione dei grandi pesci pelagici: specie come il pesce spada o alcuni squali vengono infatti spesso vendute in tranci, senza la presenza della testa o dell’intero animale. Questa modalità di vendita, pur essendo pratica per la distribuzione e la cucina domestica, rende più difficile il riconoscimento immediato della specie.

Il pesce spada (Xiphias gladius) è una delle specie più iconiche della pesca mediterranea e rappresenta un prodotto molto apprezzato dal punto di vista gastronomico. La sua carne compatta, il sapore deciso e la tradizione culinaria legata a questo pesce lo rendono uno dei protagonisti della cucina di mare italiana. Tuttavia, proprio perché il pesce spada viene spesso commercializzato in tranci, alcune specie con caratteristiche simili possono essere scambiate per esso, soprattutto quando il consumatore non ha elementi chiari per distinguere le diverse tipologie di carne.

Tra le specie che possono generare maggiore confusione vi sono lo smeriglio (Lamna nasus), uno squalo appartenente alla famiglia Lamnidae, e la verdesca (Prionace glauca). Dal punto di vista biologico si tratta di pesci cartilaginei, molto diversi dal pesce spada che appartiene invece ai pesci ossei. Nonostante queste differenze zoologiche, alcune caratteristiche della carne possono apparire simili quando il prodotto viene presentato sotto forma di trancio.

Il tema della corretta identificazione delle specie ittiche è particolarmente importante nella filiera alimentare. Come spesso confermato dalla FAO, la corretta etichettatura e tracciabilità dei prodotti ittici rappresenta uno degli strumenti fondamentali per garantire trasparenza nel mercato e tutela per il consumatore. Quando la specie non viene riconosciuta correttamente o non viene indicata in modo chiaro, il rischio è quello di generare confusione o di compromettere la fiducia nei confronti della filiera ittica.

Cos’è il pesce spada: caratteristiche biologiche e valore commerciale

Il pesce spada (Xiphias gladius) è uno dei grandi pesci pelagici più conosciuti e pescati nel Mediterraneo e negli oceani del mondo. Si tratta di una specie migratoria appartenente alla famiglia Xiphiidae, caratterizzata da una morfologia facilmente riconoscibile quando l’animale è intero: corpo allungato, grande pinna dorsale e soprattutto il caratteristico rostro a forma di spada da cui deriva il nome comune. Questo adattamento anatomico svolge un ruolo importante nella caccia, permettendo al pesce spada di colpire e stordire le prede.

Dal punto di vista biologico il pesce spada è un predatore altamente mobile che vive prevalentemente in mare aperto. Può raggiungere dimensioni considerevoli, superando i tre metri di lunghezza e i 500 chilogrammi di peso. La specie compie ampie migrazioni e frequenta diversi strati della colonna d’acqua, spostandosi anche tra zone superficiali e profondità maggiori durante le attività di alimentazione.

La pesca del pesce spada rappresenta un’attività di grande importanza economica per numerose comunità costiere, in particolare nel Mediterraneo. Secondo dati della FAO, il pesce spada è una delle specie pelagiche più rilevanti dal punto di vista commerciale e viene catturato attraverso diverse tecniche di pesca, tra cui palangari pelagici e reti specifiche. La gestione della pesca di questa specie è oggetto di regolamentazione internazionale, soprattutto attraverso organismi come l’ICCAT (International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas), che stabiliscono quote e misure di conservazione per evitare lo sfruttamento eccessivo degli stock.

Dal punto di vista gastronomico il pesce spada è molto apprezzato per la consistenza della carne, compatta e povera di spine. Il colore della carne varia generalmente dal rosa chiaro al rosato, con una struttura muscolare ben definita. Queste caratteristiche rendono il prodotto facilmente riconoscibile quando viene venduto in tranci di buona qualità.

Proprio la forte domanda di mercato e il valore commerciale della specie rendono particolarmente importante la corretta identificazione del pesce spada lungo la filiera. Garantire la trasparenza sull’origine e sulla specie commercializzata rappresenta, infatti, uno degli elementi fondamentali per mantenere la fiducia dei consumatori e tutelare il lavoro dei pescatori.

Cos’è la verdesca: uno squalo spesso confuso con il pesce spada

Una specie che può essere talvolta confusa con il pesce spada è la verdesca (Prionace glauca), uno squalo pelagico appartenente alla famiglia Carcharhinidae e comunemente noto anche come squalo azzurro. Si tratta di una delle specie di squalo più diffuse negli oceani del mondo, presente sia nell’Atlantico che nel Mediterraneo. La verdesca è caratterizzata da un corpo slanciato e idrodinamico, una colorazione blu intensa sul dorso e una lunghezza che può superare i tre metri negli esemplari adulti.

Dal punto di vista biologico, la verdesca è un predatore pelagico che vive principalmente in mare aperto e si nutre di pesci, cefalopodi e altri organismi marini. Come molte altre specie di squalo, possiede uno scheletro cartilagineo anziché osseo e presenta una crescita relativamente lenta rispetto ai pesci ossei. Questo tipo di caratteristiche biologiche rende le popolazioni di squali particolarmente sensibili alla pressione della pesca. Secondo la FAO e diversi organismi scientifici internazionali, gli squali pelagici rappresentano uno dei gruppi di specie marine più vulnerabili allo sfruttamento eccessivo proprio a causa della loro bassa capacità di recupero delle popolazioni.

Dal punto di vista commerciale la verdesca è una delle specie di squalo più frequentemente catturate nel mondo, spesso come cattura accessoria nelle attività di pesca pelagica. La carne può essere commercializzata per il consumo umano e, come nel caso di altri grandi pesci, viene talvolta venduta sotto forma di tranci. Questa modalità di presentazione può rendere più difficile distinguere visivamente la specie quando il prodotto è già lavorato.

Quando la verdesca viene tagliata in tranci, infatti, alcune caratteristiche della carne possono apparire simili a quelle del pesce spada per un consumatore comune. Proprio per evitare possibili confusioni, la normativa europea sull’etichettatura dei prodotti ittici prevede l’obbligo di indicare chiaramente la denominazione commerciale e il nome scientifico della specie. Questo sistema di tracciabilità consente di garantire maggiore trasparenza nel mercato e permette ai consumatori di conoscere con precisione il prodotto che stanno acquistando.

Cos’è lo smeriglio: uno squalo spesso poco conosciuto

Lo smeriglio (Lamna nasus) è una specie di squalo appartenente alla famiglia Lamnidae, la stessa che include altri squali pelagici come lo squalo mako e il grande squalo bianco. A differenza del pesce spada, lo smeriglio è un pesce cartilagineo, cioè possiede uno scheletro costituito principalmente da cartilagine anziché da ossa. Questa differenza biologica è una delle principali caratteristiche che distinguono gli squali dai pesci ossei.

Dal punto di vista morfologico lo smeriglio presenta un corpo robusto e idrodinamico, adattato alla vita in mare aperto. La specie è diffusa nelle acque temperate dell’Atlantico settentrionale e può essere presente anche nel Mediterraneo. Si tratta di un predatore veloce e attivo, che si nutre principalmente di pesci pelagici e cefalopodi.

Nonostante sia meno conosciuto rispetto ad altre specie di squalo, lo smeriglio ha storicamente avuto un certo interesse commerciale in diverse aree del mondo. In alcuni mercati la carne di questo pesce viene commercializzata per il consumo umano, spesso sotto forma di tranci o filetti. Proprio questa modalità di vendita può contribuire alla difficoltà di distinguere visivamente lo smeriglio da altre specie quando il prodotto è già lavorato.

Dal punto di vista della conservazione, lo smeriglio è considerato una specie vulnerabile. L’IUCN (International Union for Conservation of Nature) ha classificato la specie come a rischio di estinzione in diverse aree del mondo a causa della pressione della pesca e della bassa capacità di recupero delle popolazioni. Gli squali, infatti, sono caratterizzati da cicli vitali relativamente lenti, maturità sessuale tardiva e bassa fecondità, fattori che rendono più difficile il ripristino degli stock.

Per queste ragioni la pesca e la commercializzazione di specie di squalo sono oggetto di attenzione crescente da parte delle autorità di gestione delle risorse marine. La corretta identificazione delle specie, insieme alla tracciabilità dei prodotti ittici, rappresenta quindi uno strumento importante per garantire la sostenibilità delle attività di pesca e la trasparenza del mercato.

Per essere maggiormente informati sul tema della conservazione di queste specie e non cadere in fake news sugli squaliformi, Eurofishmarket suggerisce anche di seguire il progetto Life European Shark.

Differenze tra pesce spada e squaliformi con cui viene confuso

Distinguere tra pesce spada e smeriglio/verdesca può risultare semplice quando l’animale è intero, ma diventa più complesso quando il prodotto viene venduto in tranci. Nonostante ciò, esistono alcune caratteristiche che permettono di riconoscere le due specie.

Dal punto di vista biologico, la differenza principale riguarda l’appartenenza a due gruppi zoologici distinti. Il pesce spada è un pesce osseo, mentre smeriglio e verdesca sono squali e quindi appartengono ai pesci cartilaginei. Questa differenza influisce sulla struttura del tessuto muscolare e sulla consistenza della carne.

Anche l’aspetto della carne presenta alcune caratteristiche distintive. Il pesce spada possiede una carne generalmente rosata, con fibre muscolari compatte e ben visibili. Lo smeriglio e la verdesca, invece, possono presentare una colorazione leggermente diversa e una struttura muscolare meno definita. Tuttavia queste differenze non sempre sono immediatamente evidenti per il consumatore medio, soprattutto quando il prodotto viene tagliato e confezionato.

Un ulteriore elemento di distinzione riguarda la struttura dello scheletro. I pesci ossei come il pesce spada possiedono vertebre ossificate, mentre negli squali la struttura scheletrica è composta da cartilagine. Questa caratteristica può essere osservata più facilmente durante la lavorazione del pesce, ma non sempre è visibile nel prodotto finale destinato alla vendita.

La corretta identificazione delle specie ittiche è regolata dalla normativa europea sull’etichettatura dei prodotti della pesca. Il Regolamento (UE) n. 1379/2013 stabilisce che il consumatore debba essere informato attraverso la denominazione commerciale e il nome scientifico della specie. Questo sistema consente di ridurre il rischio di confusione tra specie diverse e di garantire maggiore trasparenza nella filiera.

Perché è importante distinguere le specie nella filiera ittica

La corretta identificazione delle specie ittiche rappresenta uno dei pilastri fondamentali della trasparenza nel mercato alimentare. Nel caso di specie commercialmente importanti come il pesce spada, distinguere tra prodotti diversi è essenziale non solo per il consumatore finale, ma anche per l’intero sistema della filiera ittica.

Quando una specie viene venduta con una denominazione non corretta si possono generare diverse conseguenze. La prima riguarda la fiducia del consumatore: chi acquista un prodotto ittico deve poter conoscere con precisione la specie che sta acquistando. La seconda riguarda la tutela delle risorse marine, perché una denominazione errata può mascherare il prelievo di specie vulnerabili o soggette a restrizioni.

Per questo motivo la normativa europea ha introdotto obblighi specifici in materia di tracciabilità e informazione. Le etichette dei prodotti ittici devono indicare la denominazione commerciale della specie, il nome scientifico, il metodo di produzione e l’area di cattura. Queste informazioni permettono al consumatore di comprendere meglio l’origine del prodotto e contribuiscono a garantire maggiore trasparenza nel mercato.

Come faccio a riconoscerli in pescheria e al ristorante?

Il tema dell’identificazione delle due specie è stato al centro di un approfondimento giornalistico realizzato dalla giornalista Rossella Ardizzone de Il Fatto Alimentare, che ha intervistato la Dott.ssa Valentina Tepedino, medico veterinario e direttrice di Eurofishmarket. Nell’intervista vengono analizzati proprio i meccanismi che possono generare confusione tra specie ittiche e l’importanza dell’informazione corretta per i consumatori.

Oltre l’aspetto legato alla risorsa , l’articolo si occupa anche degli aspetti relativi ai consumi di squaliformi in Italia e a quanto il consumatore o il mercato stesso ne sia davvero consapevole .
Secondo i dati del Food Balance Sheet della FAO, ogni persona consuma in media 0,2 kg di carne di squalo all’anno, pari a circa il 3% del consumo totale di prodotti ittici.

La corretta conoscenza delle specie, infatti, non riguarda soltanto gli operatori della filiera, ma coinvolge anche chi acquista e consuma il pesce. Informazione, tracciabilità e controlli rappresentano strumenti fondamentali per garantire un mercato ittico più trasparente e sostenibile.

Punti chiave di sintesi

• Il pesce spada (Xiphias gladius) è un pesce osseo pelagico molto importante per la pesca mediterranea.
• Lo smeriglio (Lamna nasus) e la verdesca (Prionace glauca) sono squali, appartenenti rispettivamente alla famiglia Lamnidae e alla famiglia Carcharhinidae.
• La vendita in tranci può rendere più difficile distinguere le specie a livello visivo.
• La normativa europea impone l’indicazione della denominazione commerciale e del nome scientifico sulle etichette dei prodotti ittici.
• La corretta informazione ai consumatori è fondamentale per garantire trasparenza nella filiera.

Per approfondire il tema della corretta identificazione delle specie ittiche e dei possibili casi di confusione tra pesce spada e specie di squalo, è possibile leggere l’intervista della giornalista Rossella Ardizzone a Valentina Tepedino, pubblicata su Il Fatto Alimentare, che analizza il ruolo dell’informazione e della tracciabilità nel settore ittico al seguente link: https://ilfattoalimentare.it/pesce-spada-o-squalo.html.

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