
Crescita del mercato globale degli scampi
Il mercato globale degli scampi sta vivendo una fase di crescita costante. Nel 2022 ha raggiunto un valore stimato di 2,5 miliardi di dollari (fonte EUMOFA) e potrebbe superare i 3,5 miliardi di dollari entro il 2027, con un tasso annuo di crescita del 7,3%. A spingere questa dinamica sono diversi fattori: l’interesse crescente verso i benefici nutrizionali dei prodotti ittici, l’apprezzamento per le proprietà organolettiche e l’evoluzione della domanda gastronomica, sia nell’alta ristorazione che nel consumo domestico.
Proprietà nutrizionali e versatilità culinaria
Gli scampi sono apprezzati per la loro versatilità culinaria, il sapore delicato e il profilo nutrizionale interessante: apportano proteine ad alto valore biologico, una quantità contenuta di grassi, acidi grassi omega-3 e micronutrienti come selenio, iodio, zinco e fosforo. Caratteristiche che li rendono adatti a un’alimentazione varia ed equilibrata.
Il ruolo centrale dell’Europa nella produzione
Dal punto di vista geografico, l’Europa detiene un ruolo centrale nella produzione di questa specie. In particolare, le fredde e limpide acque dell’Atlantico nord-orientale, come quelle al largo delle coste irlandesi, rappresentano aree significative di cattura. Secondo la Commissione Europea, gli sbarchi annuali complessivi nell’UE nel 2023 si attestano su circa 45.000 tonnellate. In questo contesto, l’Irlanda figura tra i principali Paesi produttori.
Dinamiche commerciali del mercato europeo
Anche sul fronte commerciale, il mercato europeo mostra segnali di consolidamento. Secondo Eurostat, nel 2023 le esportazioni comunitarie di scampi sono aumentate del 5%, raggiungendo 33.000 tonnellate per un valore di oltre 230 milioni di euro.
Per quanto riguarda nello specifico i prodotti ittici irlandesi, l’Italia importa circa il 10% del valore totale dei prodotti ittici irlandesi e si conferma tra i principali mercati di destinazione dopo la Francia, con un’importazione annua di circa 62 milioni di euro per l’intero comparto.
Preferenza del mercato italiano
Gli italiani amano in modo particolare questo prodotto: 2/3 degli scampi irlandesi finiscono sulle tavole tricolori, principalmente nelle cucine dei ristoranti italiani. Le aree di pesca principali per gli scampi irlandesi includono zone come Porcupine Bank, le isole Aran e le Smalls.
Le pratiche di lavorazione comprendono sia il congelamento immediato a bordo, che assicura la freschezza del prodotto dal momento della cattura, sia il trattamento a terra in impianti specializzati, dove il prodotto viene classificato, confezionato e stoccato in condizioni controllate.
Sostenibilità e tracciabilità della filiera
Sempre più centrale nelle dinamiche del mercato è l’attenzione verso la sostenibilità ambientale. La domanda di prodotti da filiere certificate continua a salire. Secondo una rilevazione del Marine Stewardship Council, oltre il 75% dei consumatori di prodotti ittici esprime preferenza per referenze certificate come sostenibili.
In questo scenario, l’Irlanda si distingue per le iniziative di gestione responsabile, come la Politica Comune della Pesca dell’UE e il programma Origin Green gestito da Bord Bia – Irish Food Board, pensati per garantire pratiche di pesca e lavorazione che tengano conto non solo della qualità, ma anche dell’impatto ambientale e sociale.
Un comparto in continua evoluzione
L’evoluzione di questo comparto riflette dunque la combinazione di diversi elementi: qualità organolettica, valore nutrizionale, domanda crescente di prodotti pronti, centralità della sostenibilità e una filiera sempre più strutturata e monitorata, in grado di rispondere sia alle esigenze commerciali sia a quelle ambientali.
Il mercato globale degli scampi sta vivendo una fase di crescita costante. Nel 2022 ha raggiunto un valore stimato di 2,5 miliardi di dollari (fonte EUMOFA) e potrebbe superare i 3,5 miliardi di dollari entro il 2027, con un tasso annuo di crescita del 7,3%. A spingere questa dinamica sono diversi fattori: l’interesse crescente verso i benefici nutrizionali dei prodotti ittici, l’apprezzamento per le proprietà organolettiche e l’evoluzione della domanda gastronomica, sia nell’alta ristorazione che nel consumo domestico. Gli scampi sono infatti apprezzati per la loro versatilità culinaria, il sapore delicato e il profilo nutrizionale interessante: apportano proteine ad alto valore biologico, una quantità contenuta di grassi, acidi grassi omega-3 e micronutrienti come selenio, iodio, zinco e fosforo. Caratteristiche che li rendono adatti a un’alimentazione varia ed equilibrata.
Dal punto di vista geografico, l’Europa detiene un ruolo centrale nella produzione di questa specie. In particolare, le fredde e limpide acque dell’Atlantico nord-orientale, come quelle al largo delle coste irlandesi, rappresentano aree significative di cattura. Secondo la Commissione Europea, gli sbarchi annuali complessivi nell’UE nel 2023 si attestano su circa 45.000 tonnellate. In questo contesto, l’ Irlanda figura tra i principali Paesi produttori.
Anche sul fronte commerciale, il mercato europeo mostra segnali di consolidamento. Secondo Eurostat, nel 2023 le esportazioni comunitarie di scampi sono aumentate del 5%, raggiungendo 33.000 tonnellate per un valore di oltre 230 milioni di euro. Per quanto riguarda nello specifico i prodotti ittici irlandesi, in generale l’Italia importa circa il 10% del valore totale dei prodotti ittici irlandesi e si conferma tra i principali mercati di destinazione dopo la Francia con un’importazione annua di circa 62 milioni di euro per l’intero comparto. Gli italiani amano in modo particolare questo prodotto e infatti 2/3 degli scampi irlandesi finiscono sulle tavole tricolori e principalmente nelle cucine dei ristoranti italiani. Le aree di pesca principali per gli scampi irlandesi includono zone come Porcupine Bank, le isole Aran e le Smalls. Le pratiche di lavorazione comprendono sia il congelamento immediato a bordo, che assicura la conservazione della freschezza del prodotto dal momento della cattura, sia il trattamento a terra in impianti specializzati, dove il prodotto viene classificato, confezionato e stoccato in condizioni controllate.
Sempre più centrale nelle dinamiche del mercato è l’attenzione verso la sostenibilità ambientale. La domanda di prodotti provenienti da filiere controllate e certificate continua a salire. Secondo una rilevazione del Marine Stewardship Council, oltre il 75% dei consumatori di prodotti ittici esprime preferenza per referenze certificate come sostenibili. In questo scenario, l’Irlanda si caratterizza grazie a iniziative di gestione responsabile come la Politica Comune della Pesca dell’UE e programmi di sostenibilità come Origin Green gestito da Bord Bia – Irish Food Board, pensati per garantire pratiche di pesca e lavorazione che tengano conto non solo della qualità, ma anche dell’impatto ambientale e sociale della produzione.
L’evoluzione di questo comparto riflette dunque la combinazione di diversi elementi: qualità organolettica, valore nutrizionale, domanda crescente di prodotti pronti, centralità della sostenibilità e una filiera sempre più strutturata e monitorata, in grado di rispondere sia alle esigenze commerciali, sia a quelle ambientali.
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