Pesca e acquacoltura in Emilia-Romagna: la Regione apre gli Stati generali, tre tappe da Goro a Rimini

Cosa vedremo in questo articolo

La Regione Emilia-Romagna ha presentato lunedì 7 settembre 2026 a Bologna la prima edizione degli Stati generali della pesca e dell’acquacoltura, un percorso in tre tappe che si aprirà il 25 settembre a Goro, proseguirà il 9 ottobre a Cesenatico e si chiuderà il 27 novembre a Rimini. L’iniziativa rientra nel Programma nazionale FEAMPA 2021-2027 e punta a produrre una strategia regionale per il settore, da portare nel confronto per la programmazione europea successiva al 2027. A presentarla sono stati il Presidente della Regione Michele de Pascale e l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca Alessio Mammi, insieme al Professor Giulio Malorgio dell’Università di Bologna e al Direttore di Art-ER Roberto Righetti.

Che cosa sono gli Stati generali e come sono costruiti

Il percorso è impostato come un’attività di conoscenza, ascolto e confronto rivolta a tutti i segmenti della filiera: imprese e cooperative, associazioni di rappresentanza, consorzi, marinerie, operatori della trasformazione e della commercializzazione, mercati ittici, enti locali, università e centri di ricerca, insieme alle istituzioni nazionali ed europee.

Quello che distingue questa iniziativa da un normale ciclo di convegni è cosa succede dopo. Le proposte raccolte nelle tre giornate, infatti, non restano agli atti: la Regione le mette insieme ai dati di un rapporto preparato con Art-ER e ne ricava le priorità del settore. Quelle priorità servono a due cose: spendere meglio i fondi FEAMPA già disponibili e preparare le richieste sui fondi europei dopo il 2027.

Per gli operatori questo è il punto operativamente più rilevante. Le tre giornate sono, nei fatti, il canale attraverso cui osservazioni di filiera possono entrare in un documento destinato al negoziato sulla programmazione 2028-2034. Chi, per esempio, ha dati propri su costi, rese, morie, andamento delle concessioni o difficoltà di ricambio generazionale ha in queste tappe una sede formale in cui portarli.

Il calendario delle tre tappe

La prima giornata è fissata per venerdì 25 settembre a Goro, in provincia di Ferrara, ed è dedicata a “L’acquacoltura tra cambiamento climatico e specie invasive. Alla ricerca di un nuovo modello”. La scelta come sede di Goro è motivata dal fatto che la zona è uno dei poli più importanti della molluschicoltura regionale ed è anche il mercato ittico che negli ultimi anni ha registrato l’andamento peggiore tra i cinque principali.

La seconda tappa è in programma venerdì 9 ottobre al Museo della Marineria di Cesenatico, in provincia di Forlì-Cesena, sul tema “Strategie e opportunità per il futuro della pesca in Emilia-Romagna”. I temi che saranno trattati a Cesenatico riguarderanno, tra gli altri, gli effetti del cambiamento climatico sugli stock, il quadro normativo europeo e i suoi vincoli, la piccola pesca, la pesca nelle acque interne e l’anguilla, la sostenibilità e la valorizzazione del prodotto, la trasformazione, la commercializzazione e la tracciabilità.

La giornata conclusiva è fissata per venerdì 27 novembre a Rimini, con un confronto sul “Ruolo dei contributi comunitari. Dal Feampa alla nuova programmazione 2028-2034, novità e prospettive”.

I numeri della filiera regionale

A fotografare il comparto sono i dati del dossier predisposto per gli Stati generali, ripresi dal comunicato regionale. Nel 2025 la filiera regionale della pesca e dell’acquacoltura contava 2.597 imprese, 2.837 unità locali e 4.415 addetti. La produzione della branca pesca e acquacoltura ha raggiunto 71,2 milioni di euro, con 33,7 milioni di valore aggiunto.

La composizione della filiera è fortemente sbilanciata verso il settore primario, che rappresenta oltre l’80% delle imprese. All’interno di questo, il tratto distintivo regionale è l’acquacoltura marina, che da sola concentra il 64,3% delle aziende del settore e oltre il 40% dell’occupazione della filiera. È un dato che conviene tenere presente quando si parla genericamente di “pesca” in Emilia-Romagna: la struttura produttiva regionale è in larga parte molluschicoltura.

Il peso economico emerge anche dai conti delle società di capitali e delle cooperative della filiera, che nel 2024 hanno generato complessivamente oltre un miliardo di euro di ricavi e più di 87 milioni di valore aggiunto. Nell’acquacoltura marina l’Emilia-Romagna concentra il 25,6% dei ricavi nazionali.

Sul fronte della pesca in mare, nel 2024 la flotta regionale rappresentava il 5,1% dei battelli italiani, ma ha prodotto il 12,4% delle quantità pescate a livello nazionale, collocando la regione al terzo posto tra le regioni italiane per quantità. Le catture dello stesso anno hanno raggiunto 15.592 tonnellate per un valore di 46,7 milioni di euro. Il valore medio unitario è indicativo della composizione del pescato: circa 3 euro al chilogrammo contro i 5,5 euro della media nazionale, differenza attribuita in larga parte alla forte incidenza del pesce azzurro. Nel 2025 la flotta contava 574 imbarcazioni, al netto delle unità asservite agli impianti di acquacoltura, per 14,7 mila tonnellate di catture.

Dieci anni di ricomposizione: meno pesca marina, più acquacoltura

Il dato più significativo del dossier non è il livello, ma la direzione. Tra il 2014 e il 2024 le unità locali della pesca marina si sono ridotte del 39,9% e i relativi addetti del 26,2%, mentre nell’acquacoltura marina le unità locali sono cresciute del 38,5% e gli addetti del 47,6%: praticamente, nell’arco di un decennio la filiera regionale ha spostato baricentro produttivo e occupazionale.

La piccola pesca è il segmento più esposto: tra il 2015 e il 2025 ha registrato un ridimensionamento di catture e ricavi, con effetti anche sui ricavi per giornata di pesca e per imbarcazione. Il dossier collega la maggiore vulnerabilità economica del comparto all’invecchiamento degli operatori, alla minore capacità di investimento e alle limitate prospettive di ricambio generazionale, riconoscendogli al tempo stesso un ruolo nel presidio delle aree costiere.

Le risorse disponibili e l’impegno per il futuro

Sul fronte finanziario, la programmazione FEAMPA 2021-2027 ha portato in regione quasi 40 milioni di euro. Secondo quanto riferito in sede di presentazione, l’80% di queste risorse è già stato messo a disposizione e circa 13 milioni risultano attivati; oltre 2 milioni sono stati destinati ai mercati ittici di Cesenatico, Rimini e Goro. A questi si aggiungono 5 milioni di euro di risorse regionali per il contrasto alle calamità, tra granchio blu, anossia e mucillagine.

Il tema fondamentale che attraverserà tutte e tre le tappe, e che dà alla giornata conclusiva di Rimini il suo oggetto, è la programmazione 2028-2034, e, quindi, le direttive principali di sviluppo e sostegno su cui investiranno e concentreranno il proprio impegno gli organi regionali.

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