La troticoltura in numeri
L’Italia è leader in Europa nella produzione di trota iridea, con oltre 30.000 tonnellate annue (Fonte: API 2023), ma il salmone domina il mercato dove nel 2023 ne sono state importate 66.000 tonnellate dalla sola Norvegia, un prodotto dunque extra europeo e senza inoltre considerare tutte le altre origini, rendendo l’Italia il terzo consumatore mondiale di salmone (Fonte: NSC 2024). Nonostante la trota sia il pesce più allevato in Italia, la stessa risulta purtroppo ancora poco apprezzata dai consumatori, con un consumo medio annuo di soli 500g a persona contro i 2,6 kg di salmone (Fonte: EUMOFA 2023). Andando a paragonare i prezzi medi all’ingrosso sui soli mercati ittici di Roma e Milano (Fonte: BMTI 2022), il salmone, riporta un valore medio dai circa 6-8 euro/kg fino ai 14 euro/Kg mentre la trota iridea oscilla tra i 4-5 euro/kg. I distributori italiani dunque, nonostante il prezzo inferiore e la sua origine nazionale e nonostante le due specie appartengano alla stessa famiglia (Salmonidi) con molte caratteristiche in comune sia dal punto di vista sensoriale che nutrizionale, acquistano tanto il salmone e poco la trota iridea. Chiaramente l’offerta dei distributori e anche della ristorazione condiziona poi la domanda dei consumatori che automaticamente non premiano negli acquisti la trota. Quest’ultima avrebbe dunque un enorme potenziale ma manca una strategia utile a rilanciarne la domanda e renderla più competitiva sul mercato globale.
Una soluzione innovativa
In questo articolo, abbiamo voluto portare un esempio di produzione nazionale alternativa dove tradizione ed innovazione si fondono per dare vita ad un prodotto semplice ma dalla spiccata personalità. Si tratta della Troticoltura Cherubini, un’azienda marchigiana di troticoltori alla loro quarta generazione, un’azienda che nasce a Visso, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ai confini tra Marche ed Umbria.
Proprio da questa grande tradizione e passione per questo mestiere, Marco, Stefano, Lorenzo ed Anna ottengono, nel marzo 2023 dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il brevetto per “Invenzione Industriale” grazie alla produzione di tre prodotti di altissima qualità, tre entità distinte utili a scoprire il gusto ricercato della trota sott’olio.
Le Marche sono sicuramente conosciute dagli italiani come una Regione importante per la pesca e tutta la filiera connessa. Meno nota è invece l’importante attività di acquacoltura ed in particolare quella relativa alla filiera della trota iridea e della trota fario. Cherubini rappresenta sicuramente una delle famiglie storiche della troticoltura regionale e nazionale ed Eurofishmarket ha voluto dunque chiedere ai protagonisti di questa azienda di raccontarci il loro percorso e come vedono il presente e il futuro settore della troticoltura italiana.
Risponde alla nostra intervista, Anna Cherubini, socia dell’azienda, responsabile della ricerca e sviluppo e dei rapporti con i Clienti dell’azienda Troticoltura Cherubini.
Ci raccontate brevemente la vostra storia e cosa ha convinto anche la vostra generazione a proseguire il mestiere dei vostri predecessori?
La Troticoltura Cherubini nasce nel 1950 a Visso, comune storico situato nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, a circa 650 metri di altitudine e a pochi passi dalla sorgente del fiume Nera. Pioniere dell’azienda fu Domenico Cherubini, proseguì poi Remo insieme a Domenico e Giovanni fino ad arrivare a noi, quarta generazione che con orgoglio e dedizione portiamo avanti l’attività.
La nostra è una passione di famiglia, siamo cresciuti nell’allevamento e da sempre lo abbiamo percepito, più che come un lavoro, come parte integrante della nostra quotidianità. Il contatto con la natura, la voglia di continuare a tramandare una storia, un mestiere che fonda le radici sul nostro territorio e che ci dà la possibilità di apprezzare la bellezza che ci circonda. Per noi, portare avanti questa tradizione, è un’opportunità di evoluzione e di crescita. Nonostante l’Italia sia leader in Europa nella produzione di trota iridea, la stessa risulta un prodotto ancora poco richiesto dai consumatori soprattutto se paragonato al salmone.
Secondo voi quali sono le ragioni di questa tendenza e quali soluzioni avete messo in atto per provare a rilanciare la domanda di questo prodotto?
Sicuramente il settore del salmone è stato molto intuitivo negli anni passati, dedicando una fetta importante dei propri risultati alla promozione ed alla comunicazione. Ad oggi, continua ad investire molte delle sue risorse e trae costantemente i frutti del proprio operato. Ha centrato nella comunicazione il target e le necessità del consumatore sia a livello di fruibilità, sia a livello emotivo. Noi, nel nostro piccolo, abbiamo dato vita a dei prodotti semplici dal punto di vista della fruizione da parte del consumatore, sani e garantiti dal punto di vista della qualità e della tracciabilità. Un prodotto da scaffale con scadenza quattro anni, versatile e genuino. Cerchiamo, inoltre, di comunicare ed educare i nostri clienti sul valore aggiunto del prodotto stesso, e di trasferire la passione, la dedizione e la cura con la quale svolgiamo il nostro lavoro.
Che percorso avete fatto per arrivare al brevetto e perché era importante ottenerlo?
È stato un percorso impegnativo. Il primo obiettivo era arrivare a centrare il prodotto, senza uno storico non è stato semplice. Una volta percepita la possibilità di poter ottenere un risultato importante, abbiamo iniziato a perfezionare sia il processo produttivo, sia la tracciabilità del prodotto. Probabilmente il fatto di essere i primi, ci ha portato a lavorare in maniera scrupolosa e precisa. Dalla presentazione del brevetto al rilascio dello stesso sono trascorsi due anni, è stato un momento di grande soddisfazione poiché, per quanto banale, la conservazione del prodotto “trota” è sempre stato nelle diverse lavorazioni a breve-media scadenza.
Pensate che i prodotti da voi brevettati siano più adeguati al mercato nazionale o all’estero e qual è il vostro target di riferimento?
A livello nazionale dobbiamo cercare di promuovere e valorizzare il prodotto, sicuramente l’Italia è un Paese in cui il mercato del pesce di mare ha una prevalenza significativa. In altri mercati come la Germania, la Polonia, l’Austria il mondo trota ha già un suo mercato forte ed è più semplice la commercializzazione.
L’obiettivo del nostro prodotto è quello di rendere più fruibile la trota così come lo è stato per il tonno. Il nostro target di riferimento sono tutti coloro che acquistano già conserve di tonno o sgombro per comodità nel loro utilizzo, per il loro gusto, il valore nutrizionale e che dunque troveranno nel nostro prodotto il valore aggiunto anche del made in Italy al 100% e di un prodotto che, derivando da pesce di allevamento, ha il vantaggio di non avere tutta una serie di rischi potenziali (es. metalli pesanti).
Che rapporto c’è tra i troticoltori nazionali? Riuscite a fare rete o manca ancora qualcosa?
In questo momento storico, c’è una forte collaborazione tra aziende, il bacino produttivo del centro Italia e fortemente connesso con i produttori situati nelle regioni più a nord. Ci si confronta sulle necessità produttive, sui prezzi e sull’andamento del mercato. Sempre più negli anni si stanno consolidando rapporti commerciali forti e duraturi con aziende rappresentative del mercato, questo fa sì che la rete diventi sempre più solida tra le aziende di riferimento. Certamente dovremmo fare di più… forse creare una vera e propria rete di produttori o creare una unica Organizzazione di Produttori a livello nazionale ci aiuterebbe a presentarci con una identità più forte.
Che tipo di sostegno, secondo voi, occorrerebbe a questa filiera da parte delle istituzioni per renderla più competitiva sul mercato nazionale e globale?
Di primo acchito, direi, sostegno alla promozione del prodotto trota. Sarebbe importante far capire al consumatore l’importanza di acquistare un prodotto allevato in Italia, a filiera corta. Sarebbe davvero importante una campagna promozionale ed informativa istituzionale sull’acquacoltura italiana, il suo valore ed i suoi prodotti per sostenere meglio il nostro comparto.
Le singole aziende di acquacoltura non avrebbero infatti oggi la forza economica di promuoversi con la stessa forza ed efficacia ed inoltre, una campagna realizzata dal MASAF ad esempio, darebbe anche maggiore autorevolezza alla stessa e servirebbe a presentare il settore dell’acquacoltura in modo più compatto.
Inoltre sarebbe molto utile aderire tutti noi troticoltori ad uno standard di qualità di base riconosciuto dal MASAF (benessere dei pesci, sostenibilità, ecc.) che può appunto presentarci con una unica identità ai consumatori
Qual è la principale criticità che riscontrate per la vendita del prodotto fresco e in conserva sul mercato sia con i canali GDO che Ho.Re.Ca.?
Il pregiudizio che c’è sul prodotto. La vera sfida è farlo assaggiare, chi lo prova lo apprezza, rimane sorpreso e lo acquista. Certamente servirebbe qualche catena di GDO o Ho.Re.Ca. che credesse in questo prodotto dandogli un po’ di visibilità e spazio. Se ci fosse data una buona opportunità di collaborazione in tal senso saremmo disponibili a costruire un progetto insieme. Da soli non riusciamo a sostenerlo ma insieme con un buon partner della GDO o dell’Ho.Re.Ca. potremmo ottenere dei bei risultati.
Un’altra opportunità sarebbe quella di collaborare con la ristorazione dei bar o comunque quella “veloce” attraverso lo studio di panini ed insalate che utilizzano il nostro prodotto. Siamo convinti che chi assaggia il nostro prodotto, anche conoscendo tutto il valore aggiunto ad esso connesso, non lo lascia più.
Tre ragioni, in breve, per motivare chi ci legge, sul fatto che sarebbe per loro vantaggioso acquistare la trota iridea italiana (fresca)
Sicura, garantita e controllata.
Tre ragioni, in breve, per motivare chi ci legge, sul fatto che sarebbe per loro vantaggioso acquistare la trota iridea italiana in conserva?
Questa conserva è al 100% made in Italy, filiera cortissima, allevata in acque pure. Non presenta potenziali rischi per metalli pesanti (vedi il mercurio) e neppure per l’istamina che di solito sono quelli temuti da chi è più appassionato del prodotto ittico in conserva. Ha un ottimo valore nutrizionale e, appunto, acquistandolo si sostiene l’economia nazionale.
Perché avete deciso di fare parte della rete dell’AMO italiano?
Perché ci piace collaborare con aziende serie che conoscono il settore e che possano rappresentare al meglio la nostra realtà valorizzando i nostri principi, il metodo di lavoro e i nostri prodotti.
Come dicevo prima, il nostro problema è riuscire a comunicare meglio il valore dei nostri prodotti e delle nostre produzioni. Il progetto L’AMO italiano si impegna su questo obbiettivo e lo fa attraverso professionisti specializzati ed autorevoli.
Quali progetti avete attualmente in cantiere e dove vi vedete da qui ai prossimi 3 anni?
Il nostro obiettivo primario è far conoscere il prodotto, avvicinando il consumatore alla nostra realtà. Speriamo che il progetto iniziato con la Trota sott’olio possa raggiugere traguardi importanti ed essere esso stesso importante per il settore nella promozione della trota.
Una soluzione da verificare
In passato, si è provato più volte nel tentare di promuovere la produzione italiana sempre più sostenibile ed innovativa della trota iridea ed il prodotto fresco intero e lavorato anche attraverso collaborazioni con chef, ricette d’autore ed eventi dedicati ma, in termini di miglioramento del valore dell’ immagine di questa specie e del suo valore economico sul mercato, sarebbe strategico puntare sulla creazione di prodotti innovativi a base di trota iridea ricercando dunque nuovi sbocchi commerciali maggiormente premianti come è stato, per esempio, quello del salmone grazie in particolare modo alla referenza “salmone affumicato”. Le soluzioni proposte da “Troticoltura Cherubini” ci sembrano dunque delle proposte molto valide per migliorare il valore aggiunto di questa produzione sia in termini di percezione e gradimento al consumatore e sia in termini economici al fine di migliorare il suo posizionamento sul mercato e garantire un futuro ai produttori. L’Amo italiano ha dunque l’onore di presentare realtà produttive storiche ma anche innovative, appassionate e così legate al territorio come l’azienda Cherubini ma anche l’onere di implementare e promuovere la conoscenza e la considerazione della trota iridea nazionale.
Confidiamo nella nostra rete dell’AMO italiano e nei tanti nostri contatti in GDO e nell’Ho.Re.Ca. al fine di trovare insieme una costruttiva collaborazione per promuovere questo prodotto in modo adeguato e sostenere così una produzione di eccellenza per tutti gli aspetti esposti a beneficio del produttore, del distributore e del consumatore. Se questo progetto vi ha appassionato e desiderate collaborare o saperne di più scriveteci a giulio@eurofishmarket.it